La forma -te iru in giapponese

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La forma -te iru è una delle più importanti da conoscere, è così comune che capire il suo funzionamento è fondamentale per esprimere certi concetti, anche quelli più semplici.

Anche solo per dire “studio giapponese” dovrai ricorrere alla forma -te iru (日本語を勉強している – 日本語・にほんご: giapponese; 勉強・べんきょう: studio), visto che si tratta di un’azione che dal passato continua ancora al presente.

Ma prima di vedere gli usi facciamo un passo indietro e iniziamo dalla coniugazione.

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Come si forma?

È composta dalla forma in -te più il verbo いるiru. Per la forma -te basta coniugare il verbo al passato in forma piana e sostituire la sillaba finale con e con で:

食べ->食べ (verbo 食べる- Taberu・たべる, mangiare)
待っ->待っ (verbo 待つ – Matsu・まつ, aspettare)
飲ん->飲ん (verbo 飲む – Nomu・のむ, bere)
読ん->読ん (verbo 読む – Yomu・よむ, leggere)

Dopo questa trasformazione aggiungi いる e avrai ottenuto questa forma:

食べて->食べている – Tabete iru
読んで->読んでいる – Yonde iru

Puoi sostituire いる con la versione educata います per renderlo più educato.


Gli usi

Possiamo raggruppare gli usi in 3 grandi gruppi:

1. Azioni in corso

Il più semplice da imparare, corrisponde al nostro gerundio: indica un’azione che sta accadendo in questo momento o che è accaduta per un certo periodo di tempo nel passato.

新聞を読んでいます。 – Shinbun o yonde imasu – Sto leggendo il giornale.

昨日日本語を勉強していた – Kinō nihongo o benkyō shite ita Ieri stavo studiando giapponese

誰がラジオで歌っているんですか? – Dare ga rajio de utatte iru ndesu ka? Chi è che sta cantando alla radio?


Vocaboli usati nelle frasi

  • 新聞しんぶん – Giornale
  • 読むよむ – Leggere
  • 昨日きのう – Ieri
  • 日本語にほんご – Giapponese (lingua)
  • 勉強べんきょう – Studio
  • だれ – Chi
  • ラジオ – Radio

歌う・うたう – Cantare


2. Azioni abituali

È una forma molto usata per indicare azioni che si ripetono più volte nel tempo, anche azioni abituali passate. È traducibile in italiano con il tempo presente o passato.

毎日学校に行っている。 – Mainichi gakkō ni itte iru  – Ogni giorno vado a scuola.

若い時によくバイトしていた。 – Wakai toki ni yoku baito shite ita – Quando ero giovane ho fatto spesso dei lavori part-time.

食事の後でちゃんと歯をみがいています。 – Shokuji no nochi de chanto ha o migaite imasu – Dopo i pasti mi lavo bene i denti.

Vocaboli usati nelle frasi

  • 毎日まいにち – Ogni giorno
  • 学校がっこう – Scuola
  • 行くいく – Andare
  • 若いわかい – Giovane
  • とき – Quando, momento
  • よく – Spesso
  • バイト – Lavoro part-time
  • 食事しょくじ – Pasto
  • あと – Dopo
  • ちゃんと – Bene, come si deve
  • 歯をみがくはをみがく – Lavare i denti

3. Stato in corso

Un’azione ha preso piede nel passatoha ancora effetti nel presente, è forse l’uso più comune della forma -te iru e riguarda prevalentemente i verbi intransitivi.

Può essere usata per descrivere cosa indossa una persona, se è grassa o magra, se è sposata, se studia o se lavora, l’esperienze di una persona, o se un oggetto si trova ancora in un determinato stato. Se leggi gli esempi ti sarà più chiaro quello che intendo.

お金が道に落ちている。 – Okane ga michi ni ochite iru – Dei soldi sono caduti per terra sulla strada (non si trovano nel momento di cadere a terra, sono già a terra)

夫はとても疲れている。 – Otto wa totemo tsukarete iru – Mio marito è molto stanco.

姉は痩せている。 – Ane wa yasete iru Mia sorella maggiore è magra.

犬は死んでいるInu wa shinde iru – Il cane è morto (non significa mai “sta morendo”)

ポケットの中にボタンが入っている。Poketto no naka ni botan ga haitte iruDentro la tasca c’è un bottone.

  • お金おかね – Soldi
  • みち – Strada
  • 落ちるおちる – Cadere
  • おっと – Marito
  • とても – Molto
  • 疲れるつかれる – Essere stanco
  • あね – Sorella maggiore
  • 痩せるやせる – Essere magro
  • いぬ – Cane
  • 死ぬしぬ – Morire
  • ポケット – Tasca
  • なか – Dentro
  • ボタン – Bottone
  • 入るはいる – Entrare

Nessuna di queste frasi può essere tradotta con il tempo gerundio in italiano, sarebbero fin troppo strane, vero?

Ognuna di queste frasi indica che, dopo aver raggiunto un determinato stato, il risultato dell’azione continua ad avere effetti sul presente. Se è ancora poco chiaro abbi un po’ di pazienza, ci arriveremo tra poco.

Ti interesserà sapere che al negativo indica un’azione che ancora non è stata fatta, ovvero “si è nello stato di non aver fatto un’azione”. È molto diversa dal semplice presente negativo, osserva le possibili risposte A e B:

ご飯はもう食べた? – Gohan wa mō tabeta? – Hai già mangiato colazione? (ご飯・ごはん: pasto; もう: già; 食べる・たべる: mangiare)

A: ううん、まだ食べていない。No, non ho ancora mangiato (e forse lo farò in futuro)

B: ううん、食べない。No, non mangio (il parlante non ha intenzione di mangiare)


Verbi istantanei e durativi

Forse avrai notato che in giapponese ci sono dei verbi che prendono più spesso la forma -te iru rispetto al presente.

Un esempio è il verbo 知る・しる (conoscere, sapere), la cui forma base non si usa quasi mai. Per esprimere quello che conosci o fare una domanda a un’altra persona devi usare ている, – Shitte iru –  questo perché l’azione di “conoscere” è già avvenuta nel passato ed esprimi il fatto di conoscerla ancora adesso nel presente.

La troverai nella forma dizionario nel caso di frasi relative o in altre espressioni e al passato per indicare il momento preciso in cui hai appreso una determinata informazione. Attenzione che in forma negativa è sempre 知らない  – Shiranai (o il più educato 知りません・しりません – Shirimasen ) e non 知っていない.

Esistono altri verbi che si comportano in questa maniera e vengono definiti “istantanei” (in giapponese 瞬間動詞・しゅんかんどうし – Shunkandōshi ), ovvero riguardano azioni che in un attimo passano dallo stato di non essere a quello di essere qualcosa.

Consideriamo una lampadina che deve essere accesa, il verbo per essere acceso è つく – Tsuku . Nel momento esatto in cui risulta accesa è ついた, dopo quel momento passerà allo stato ついている, stato che prenderà fino a quando non verrà spenta. E quando sarà spenta si potrà descrivere la luce come ついていた (era accesa, cioè lo stato di essere accesa è durato per un po’ di tempo nel passato) o 消えている・きえている (è spenta, ovvero “si trova nello stato di essere spenta”).

Quando l’azione verrà fatta di nuovo in futuro sarà つく. Osserva lo schema qui in basso, la freccia mostra come l’azione si modifica dal futuro (つく), al passato, al presente e poi di nuovo al futuro, quando avrà di nuovo inizio la stessa azione.

Verbo つく

Esempi di verbi istantanei: 行く・いく (andare), 死ぬ・しぬ (morire), 入る・はいる (entrare/far parte di), 落ちる・おちる (cadere), 来るくる (venire), 壊れる・こわれる (rompersi), 閉まる・しまる (chiudersi), 出る・でる (uscire), 帰る・かえる (tornare a casa), 持つ・もつ (portare), 開く・あく (aprirsi).

Questa volta prendiamo come esempio 行く e vediamo che differenze ci sono tra i diversi tempi:

日本に行く。 – Nihon ni iku – Vado in Giappone (azione futura, è qualcosa che pianifico di fare)

日本に行った。 – Nihon ni itta. – Sono andato in Giappone (sono andato e ormai sono tornato a casa)

日本に行っている。 – Nihon ni itte iru – Mi trovo in Giappone (sono andato in Giappone e ancora mi trovo qui)

日本に行っていた – Nihon ni itte ita – Mi trovavo in Giappone (riguarda uno stato che è durato per un po’ di tempo nel passato, ormai però è un’azione terminata)

Tutti i verbi che non fanno parte di questa categoria vengono definiti “durativi” (in giapponese 継続動詞けいぞくどうし), ovvero sono azioni che necessitano di più tempo per essere portate a compimento.

Se prima abbiamo visto l’esempio di una lampadina che passa da ついた allo stato ついている, in questo caso avviene l’esatto opposto. I durativi riguardano il primo e il secondo uso.

Prendiamo come esempio il verbo 食べる・たべる, in questo caso per passare allo stato di aver mangiato (食べた) devo prima mangiare, e questo richiede del tempo. Quindi in questo caso il percorso sarà da 食べている a 食べた, e l’azione futura sarà 食べる.

Verbo 食べる

Purtroppo questa classificazione non è così precisa, visto che ci sono verbi che si possono comportare sia come durativi che istantanei, o ancora verbi particolari che usano solo la forma -te iru o che non la possono usare affatto.

Ad esempio 着る・きる (indossare) è un verbo sia durativo che istantaneo:

赤いドレスを着ています。(赤い・あかい: rosso; ドレス: abito)

Possibili traduzioni:

Indossa un abito rosso (se vuoi descrivere una persona che ha messo un certo vestito)

Ora sta indossando un abito rosso (nel senso che si sta cambiando in questo momento)

La frase può essere intesa in tutti e due modi, solo il contesto e le parole usate possono far capire se un determinato verbo indica un’azione in corso o uno stato in corso. Non è chiaro nella mia frase d’esempio, ma quando leggi in lingua fai attenzione ai riferimenti temporali, possono essere d’aiuto per capire le frasi.

Tra quelli che prendono sempre la forma -te iru (o quasi sempre, dipende dalle espressioni) ci sono 似る・にる (assomigliare), 顔をする (avere un’espressione sul volto, l’aspetto in un certo modo) e altre espressioni simili che riguardano altre parti del corpo, そびえる (ergersi/torreggiare), 優れる・すぐれる (essere eccellente/superiore).

Ci sono alcuni verbi invece che non possono mai prendere questa forma, come いる, ある, できる, 分かる e le forme potenziali. In realtà anche in questa categoria ci sono alcune eccezioni: posso usare できている nel caso di significato fatto/completato (ma non con quello di “saper/poter fare”) e 分かっている per qualcosa di cui si è consapevoli/al corrente, ma non con il significato di “ho capito”.

Conclusione

Spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto per capire il funzionamento della forma -te iru. Non è un tema facile da capire, viste le numerose eccezioni tra i vari tipi di verbi. Cerca di capire il funzionamento e poi immergiti il più possibile nel giapponese, pian piano diventerà più chiaro anche questo argomento.

Se c’è qualcosa di poco chiaro nella mia spiegazione chiedi pure tra i commenti, ti aspetto!

Puoi approfondire il funzionamento di molte costruzioni grammaticali sul mio corso di giapponese da autodidatta. Troverai tutto quello che ti serve sapere sulla grammatica giapponese, spiegato in modo semplice senza l’utilizzo di termini troppo tecnici..

Verbi Godan – 五 段 動詞

Verbi Godan – 五 段 動詞

Ora, prima di poter iniziare a inventare frasi tue, devi imparare a coniugare i verbi giapponesi. I verbi sono la parte più importante della frase giapponese. Spesso i giapponesi tralasceranno tutto tranne il verbo.

Sono molto grandi nel tralasciare l’ovvio e talvolta non così ovvio che a volte può creare confusione. Esistono solo 3 tipi di verbi in lingua giapponese e ognuno di essi segue uno schema molto semplice e molto raramente ha delle eccezioni. La maggior parte dei verbi giapponesi rientrano nel primo gruppo, i verbi Godan (五 段). Questi verbi si coniugano sempre allo stesso modo con una sola eccezione. Questi verbi hanno cinque cambiamenti che seguono l’ordine delle vocali giapponesi (cioè i caratteri per quella sezione della tabella hiragana), da cui il nome Godan (che significa 5 livelli o passaggi), e quindi le forme “te” e “ta” che sono comuni a tutti i verbi. La tabella seguente mostra come coniugare i verbi Godan giapponesi:

漢字 – Kanji ひ ら が な – Hiragana Romaji
(lettere inglesi)
Base dei verbi
話 す は な す hanasu (parlare)  
話 さ は な さ hanasa Base 1
話 し は な し Hanashi Base 2
話 す は な す hanasu Base 3
話 せ は な せ hanase Base 4
話 そ う は な そ う hanasou Base 5
話 し て は な し て hanashite Base “te”
話 し た は な し た hanashita Base “ta”

Numeri, ora e giorni della settimana

Contare in giapponese

I numeri giapponesi sono effettivamente facili da padroneggiare una volta comprese le basi. Immergiamoci e impariamo a contare in giapponese.

Prima di imparare l’arte del conteggio in giapponese, ci sono alcune cose che devi sapere. Prima di tutto, le persone in Giappone non usano sempre i numeri giapponesi. Come il resto del mondo, fanno molto affidamento sui numeri arabi quando scrivono (fortunatamente per noi, discepoli giapponesi!). Ma questo non significa che non dovresti imparare il sistema numerico giapponese. Ci sono contesti – come le cerimonie tradizionali – in cui le persone usano ancora i numeri kanji giapponesi.

In secondo luogo, il sistema numerico giapponese si basa su due serie di pronunce (o letture): la lettura on’yomi  che si basa sui numeri cinesi e la lettura kun ‘ yomi  che si basa sul giapponese yamato kotoba.

Poiché la lettura giapponese nativa viene utilizzata solo fino a 10, la lettura sino-giapponese è quella che userete più spesso. Ma ora arriva la parte difficile perché la lettura giapponese ( ichi, ni, san o “uno, due, tre” come diciamo in inglese) usa i contatori. Parleremo di più dei contatori tra un momento, ma quello che devi sapere ora è che i contatori specificano che tipo di oggetti stai contando in giapponese. Possono esserci oggetti lunghi, animali, piccoli oggetti, macchinari e così via.

Ora, tornando alla lettura nativa giapponese, dovremmo menzionare che questa lettura (che – ricorda – è generalmente usata solo fino a 10) non richiede contatori – (yee!). Quindi questa lettura è considerata un contatore universale che puoi usare per contare tutto in giapponese tranne le persone, i soldi e il tempo.

Per identificare il tipo di numeri giapponesi usati in un testo scritto, ricorda che i numeri giapponesi nativi finiscono tutti con つ (tsu) ad eccezione di 10, che è う う (tou).

Detto questo, ora sei pronto per imparare a contare fino a 10 in giapponese!

漢字 – Kanji ひ ら が な – Hiragana Romaji
(lettere latine)
Significato italiano
い ち Ichi uno
ni Due
さ ん san tre
し 、 よ ん shi (dopo le 10) quattro
go cinque
ろ く roku sei
し ち 、 な な shichi (nana dopo 10) Sette
は ち Hachi otto
き ゅ う kyuu nove
じ ゅ う juu dieci
ひ ゃ く hyaku centinaio

I numeri dopo 10 sono un gioco da ragazzi una volta che conosci da 1 a 10. 11 è semplicemente dieci con uno dopo, 十一 (じ ゅ う い ち, juuichi), 12 – juuni, 13 – juusan, 14 – juuyon, ecc. 20 è semplicemente 二十 (に じ ゅ う, nijuu), 21 – nijuuichi e così via.

I numeri grandi! 日本語とイタリア語の大きい数字

Per contare oltre 100 in giapponese, devi semplicemente continuare a impilare i numeri. Quindi, quando arrivi a 1.000, hyaku diventa sen e così via.

Diamo un’occhiata a un esempio più complesso e assicurati di aver compreso la regola. Prendiamo il numero 1289. È 千 二百 八十 九 in kanji e せ ん に ひ ゃ く は ち じ ゅ う き ゅ う in hiragana. Quindi 1000 ( sen ) + 2 ( ni ) ‌ 100s ( hyaku ) + 8 ( hachi ) 10s ( ju ) + 9 ( kyuu ) è sen nihyaku hachijuu kyuu .

Come probabilmente avrai già capito, è più facile leggere o scrivere numeri giapponesi usando i kanji poiché l’hiragana può diventare piuttosto lungo con numeri come 1289. Ma poi di nuovo, non dimenticare che anche i giapponesi usano i numeri arabi, specialmente quando arriva a numeri più grandi.

Che ore sono?

In passato, tutti indossavano un orologio per tenere traccia dell’ora. Al giorno d’oggi le persone controllano il proprio smartphone quando hanno bisogno di sapere. Ma cosa succede se non hai nessuno di quelli con te? Avrai bisogno di sapere come si dice “che ore sono” in giapponese.

Quindi eccoti in Giappone senza orologio e il tuo telefono è morto. Devi sapere che ore sono in modo da poter capire cosa devi fare dopo nel tuo programma fitto di appuntamenti.

Segnalate il giapponese più vicino , chiedete scusa per aver interrotto la loro giornata e poi ponete loro la seguente domanda:

今 、 何時 で す か?

ima, nan ji desu ka?

Che ore sono adesso?

Analizziamo questa frase parola per parola in modo che tu possa comprenderne ogni parte.

Per prima cosa iniziamo con (ima) che significa “adesso; al momento presente ”in giapponese. Quindi continuiamo con 何時 (nanji) che significa “che ora”. Infine, terminiamo la domanda con la parte “è” della frase con で す か (desu ka).

Questa frase ti servirà bene, quindi assicurati di provarla un paio di volte per ricordarla.

Come dire “A che ora” in giapponese?

Cosa fai se qualcuno ti invita a una festa venerdì, ma non sei sicuro di poterlo fare perché hai qualcos’altro da fare quello stesso giorno?

Beh, forse puoi effettivamente farli entrambi a seconda dell’ora in cui inizia e finisce la festa.

In questa situazione, dovrai sapere come chiedere all’altra persona a che ora inizia la festa in modo da poter capire se puoi farcela o meno. 

Ecco come chiedere “a che ora” in giapponese:

何時 に?

nan ji ni?

A che ora?

Questa è una frase abbastanza buona che puoi usare, ma se vuoi essere più specifico e chiedere l’ora di inizio, allora la prossima potrebbe essere più utile.

何時 に 始 ま り ま す か?

nanji ni hajimarimasu ka?

A che ora inizia?

Diciamo che inizia nello stesso momento del tuo impegno precedente, quindi andare dall’inizio è fuori questione. Tuttavia, se la festa continua abbastanza a lungo, sei abbastanza sicuro di poterti fermare prima che sia finita.

Per capirlo, però, devi chiedere a che ora finisce.

何時 に 終 わ り ま す か?

nanji ni owarimasu ka?

A che ora finisce?

Queste frasi non si limitano solo alle feste. Possono davvero essere utilizzati per qualsiasi evento che abbia un’ora di inizio e di fine. Quindi cose come riunioni di lavoro, feste di compleanno, matrimoni e così via.

漢字 – Kanji ひ ら が な – Hiragana Romaji
(lettere latine)
Significato italiano
一時 い ち じ ichiji l’una in punto
二 時 に じ Niji le due
二 時 半 に じ は ん nijihan due e mezza ( significa metà)
二 時 四 十五分 に じ よ ん じ ゅ う ご ふ ん nijiyonjuugofun 2:45 ( significa minuto)
…eccetera.

Adesso metti il ​​personaggio per la luna dopo un numero e hai un mese.

漢字 – Kanji ひ ら が な – Hiragana Romaji
(lettere latine)
Significato italiano
一月 い ち が つ ichigatsu gennaio
二月 に が つ Nigatsu febbraio
三月 さ ん が つ Sangatsu marzo
四月 し が つ Shigatsu aprile
…eccetera.

I giorni della settimana giapponesi non seguono un modello così semplice, ma eccoli qui insieme ad altre parole legate al tempo.

漢字 – Kanji ひ ら が な – Hiragana Romaji
(lettere inglesi)
Significato inglese
日 曜 日 に ち よ う び Nichiyoubi Domenica ( – sole / giorno)
月曜日 げ つ よ う び getsuyoubi Lunedì ( – luna)
火曜日 か よ う び kayoubi Martedì ( – fuoco)
水 曜 日 す い よ う び suiyoubi Mercoledì ( – acqua)
木 曜 日 も く よ う び mokuyoubi Giovedì ( – albero / legno)
金曜日 き ん よ う び kinyoubi Venerdì ( – oro)
土 曜 日 ど よ う び doyoubi Sabato ( – terra)
今日 き ょ う Kyou Oggi
明日 あ し た Ashita Domani
昨日 き の う kinou Ieri
一 昨日 お と と い Ototoi l’altro ieri
明 後 日 あ さ っ て asatte dopodomani (un piccolo “tsu” () fa una doppia consonante)
今朝 け さ kesa questa mattina
今 晩 こ ん ば ん konban questa sera
い ま ima adesso

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Vocabolario e frasi di base

Vocabolario – 単 語

Impariamo ora alcune parole di base del vocabolario e semplici frasi giapponesi. Elencherò il Kanji, Hiragana, Romaji (la parola suonata usando lettere inglesi) e il significato italiano per ogni parola o frase giapponese. La maggior parte delle parole giapponesi hanno Kanji per loro, ma includerò il Kanji solo se quella parola è tipicamente scritta in quel modo.

Tieni presente che la lingua giapponese ha diversi livelli di educazione che cambiano in base a chi stai parlando. Mi riferirò a questi come “ultra-formale”, “formale” (o “forma educata”), “normale” (o “forma semplice”), “informale” e “maleducato” (non tratteremo troppo gran parte della forma maleducata, tuttavia).

漢字 – Kanji ひ ら が な – Hiragana Romaji
(lettere italiane)
Significato italiano
わ た し watashi Io
(formale per maschi, normale per femmine)
ぼ く Boku Io
(normale per i maschi)
か れ KARE lui
彼女 か の じ ょ Kanojo lei
あ な た あ な た Anata tu
(singolare / normale)
こ れ こ れ kore questo (sostantivo)
こ こ こ こ Koko Qui
こ の こ の Kono questo
(descrittivo – es. questa penna)
そ れ そ れ Sore Esso (sostantivo)
そ こ そ こ Soko
そ の そ の Sono quello
(descrittivo – es. quella penna)
ひ と hito persona
い ぬ inu cane
ね こ neko gatto
い え ie Casa
あ り が と う あ り が と う arigatou Grazie. (normale)
りがとあう
ございます
りがとあう
ございます
Arigatou Gozaimasu Grazie. (formale)
ど う い た し ま し て ど う い た し ま し て douitashimashite Prego. (normale)
お は よ う お は よ う ohayou
(sembra “Ohio”)
Buongiorno. (informale)
お は よ う ご ざ い ま す お は よ う ご ざ い ま す ohayou gozaimasu Buongiorno.
(normale e formale)
こ ん に ち は こ ん に ち は konnichiwa Ciao. (normale)
こ ん ば ん は こ ん ば ん は Konbanwa Buonasera. (normale)
さ よ な ら さ よ な ら sayonara Addio. (normale)
頑 張 っ て く だ さ い が ん ば っ て く だ さ い gambatte kudasai
(può anche essere scritto “ganbatte kudasai”)
Tenere duro
気 を つ け て く だ さ い き を つ け て く だ さ い ki o tsukete kudasai
(può anche essere scritto “ki wo tsukete kudasai”)
Stai attento, abbi cura di te

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L’uso della particella Ya (や) e Nado など

La particella や (ya) introduce una lista aperta di elementi, offrendo alcuni esempi rappresentativi senza la pretesa di completezza; è come dire “tra cui…” o “come ad esempio…”, lasciando intendere un insieme più ampio di possibilità. La sua presenza segnala che gli elementi citati sono solo alcuni esempi all’interno di una categoria più vasta. D’altra parte, など (nado) agisce come un segnale di chiusura per un elenco parziale, indicando esplicitamente che ci sono altri elementi simili che non sono stati nominati. Spesso segue uno o più elementi elencati, a volte in combinazione con や (ya), per rafforzare l’idea di un insieme non finito. L’uso congiunto di や (ya) e など (nado) è comune per presentare alcuni esempi e poi concludere con un “e così via”, rendendo il discorso più conciso ed evitando un elenco potenzialmente lungo e tedioso. In sostanza, や (ya) apre la porta a una categoria, mentre など (nado) suggerisce che ci sono altre porte simili in quel corridoio. La loro combinazione è uno strumento efficace per comunicare in modo efficiente senza perdersi in dettagli esaustivi.

シャツを買う

Kutsu ya shatsu o kau

Acquista scarpe e camicie

飲み物カップナプキンは、いらない?      いる – iru – necessitare

Nomimono ya kappu ya napukin wa, iranai?

Hai bisogno di bevande, tazze o tovaglioli?

La particella NADO in hiragana など si traduce in: “ad esempio, le cose come, ad esempio, ecc, e così via”. Funziona come un sostantivo.

納豆歌舞伎など日本だけにある

Nattō ya kabuki nado wa Nihon dake ni aru

Natto e Kabuki si trovano solo in Giappone

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L’uso delle particelle と (to) e から (kara)

La particella と (to) funge da congiunzione versatile, unendo elementi dello stesso tipo in un elenco non esaustivo, oppure segnalando la compagnia in un’azione condivisa, creando un legame sociale o di collaborazione. Quando utilizzata per citare, incapsula le parole esatte o il pensiero di qualcuno, fornendo una riproduzione fedele del discorso. Inoltre, nella sua funzione condizionale o avverbiale, と (to) stabilisce una relazione di contemporaneità o di stretta consequenzialità tra due eventi. Al contrario, から (kara) traccia un’origine precisa, definendo il punto di inizio di un movimento fisico o temporale, delimitando un intervallo o fornendo la motivazione alla base di un’azione o di una situazione. La sua funzione è quella di stabilire un “da dove” o un “perché”, offrendo un contesto di provenienza o di causalità. Distinguere l’uso congiuntivo, comitativo, citativo e condizionale di と (to) dalla funzione di punto di partenza o causa di から (kara) è fondamentale per interpretare correttamente le relazioni tra le diverse parti di una frase giapponese.

愛子あそんでます

Aiko to asondeimasu

Gioco con Aiko

funge da congiunzione

みました

Inu to neko ka mimashita

ho visto un cane e un gatto

è usato in modo simile alla congiunzione che o alla preposizione di italiane quando introducono il discorso indiretto 

( lui)は愛子黒い猫を見た言った

Kare wa Aiko ga kuroi neko o mita to itta

lui ha detto che Aiko ha visto un gatto nero

La particella KARA

Kara si scrive con i kana から e indica il complemento di moto da luogo

東京から始めます    –    da 始まる – Hajimaru – iniziare

Tōkyō kara hajimemasu

Parto da Tōkyō

Con i verbi alla forma passiva può indicare il complemento di agente.

ローマから出発    da 出発する – shuppatsusuru – partire

Rōma no eki kara shuppatsu

Parto dalla stazione di Roma

マリオから訪問受けました       da 受取る – uketoru: ricevere

Mario kara hōmon o ukemashita

Ho ricevuto una visita da parte Mario

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I verbi giapponesi

La classificazione dei verbi giapponesi

japanese kanji with meanings.

https://www.imparailgiapponese.com/

I verbi in giapponese sono detti 動詞 (どうし – doushì – verbo). Ripassiamo alcune caratteristiche già viste dei verbi.!

  • Nella struttura della frase, il verbo è collocato alla fine;
  • I verbi non hanno declinazioni singolari o plurali;
  • I verbi possono però essere declinati in modo formale (forma cortese) o informale (forma piana), ed è importante prestare a questo aspetto quando vi relazionate ad un giapponese;
  • Nelle discussioni informali il verbo essere può essere omesso;
  • I verbi possono essere transitivi, intransitivi, attivi, passivi;
  • Non esistono verbi riflessivi.
  • In alcuni casi, si può omettere il verbo o la copula (Dove vai oggi? 今日どこへ? – Kyō wa doko e?)  今日 – Kyō – oggi

Tempi verbali

Nella lingua giapponese abbiamo pochi tempi rispetto alla lingua italiana:

  • Presente e futuro certo (che coincidono)
  • Futuro incerto
  • Passato

Da notare che è presente un solo tempo per il passato che può corrispondere al nostro imperfetto, passato remoto, passato prossimo etc.

Diciamo che questa classificazione la faccio per rendere più facile la comprensione, ma di fatto il giapponese consta di una forma che si riferisce al passato e tutto il resto è qualcosa che non è passato: il presente, o qualcosa che può accadere , che accadrà o altro, da capire in base al contesto  della frase ed al modo del verbo.

Modi verbali

Anche per quanto riguarda i modi verbali, diciamo  che assimilare il nostro presente indicativo al presente giapponese è un po’ una forzatura, ma ci permette di capire meglio il meccanismo per imparare a gestire al meglio i verbi.

  • Indicativo
  • Condizionale
  • Imperativo
  • Gerundio
  • Potenziale ( in italiano sarebbe ad esempio “poter mangiare”);
  • Causativa ( in italiano sarebbe ad esempio “far mangiare”);
  • Desiderativa ( in italiano sarebbe ad esempio “desiderare di mangiare”)
  • Esortativa
  • Volitiva

Non esistono i modi infinito, congiuntivo e participio ma si usano delle forme che rendono il senso.

Classificazione

Esistono due tipi principali di verbi e qualche eccezione.

Verbi Ichidan  一/動詞 ( lettura いちだんどうし – ichi Dan dōushi – grado/verbo): verbi che finiscono in eru e iru. Nel dizionario indicati come verbi di 1° grado o con  la sigla 1V . Ecco un esempio di alcuni verbi Ichidan:

  • べる    (たべる – Taberu –  mangiare)
  • る        (みる – Miru –  vedere)
  • える (おしえ – Oshieru – insegnare)

Verbi Godan   五段動詞 (だんどうし): vi appartengono tutti gli altri verbi con terminazione in “u”. Nel dizionario sono indicati come verbi di 5° grado o con la sigla 5V . Ad esempio :

      (はなす – Hanasu – scrivere)

        (かく – Kaku –  scrivere),

       (およぐ – Oyogu – Nuotare),

ぶ         (よぶ – Yobu – chiamare),

       (よむ – Yomu –  leggere),

      (しぬ – Shinu –  morire),

       (つくる – Tsukuru –  fare),

       (まつ – Matsu – aspettare),

       (あらう – Arau – lavare).

Inoltre sono Godan anche i seguenti verbi in “iru” ed “eru”, che ad una prima occhiata sembrerebbero invece Ichidan:

   (はいる – Hairu)     Entrare 
   (はしる – Hashiru)     Correre 
   (へる – Heru)     Diminuire 
いる       (いる – Iru)     Occorrere 
帰る   (かえる – Kaeru)     Ritornare 
   (きる – Kiru )         Tagliare

しゃべる – Shaberu    Chiaccherare 

知る – Shiru (しる)    Sapere, conoscere

参る – Mairu (まいる)     Visitare  – incontrare

Per capire a quale classe appartiene il verbo ci serviamo del dizionario oppure si può usare un metodo “empirico” per capire a quale classe appartengono i verbi.

  • Se termina in “eru” o “iru” appartiene alla prima classe (いちだん,1V)   tranne i verbi che terminano in “eru” ed “iru” indicati prima ed appartenenti alla seconda classe;
  • Se non termina in “eru” o “iru” appartiene sicuramente alla seconda classe (ごだん,5V).

Insomma è un po’ come i nostri verbi, che finiscono in “are”, “ere”, “ire “ azzardando un paragone con l’italiano.

Verbi irregolari

I verbi irregolari 不規則動詞 (lettura ふきそくどうし – Fukisoku dōshi ) sono per fortuna solo due:

  • する    (する  – Suru)  Fare
  • 来る (くる – Kuru) Venire

Vedremo più avanti il loro uso.

Verbi “composti”

Esistono dei verbi che in Giappone non hanno un corrispettivo diretto, ma un verbo composto, nato dalla fusione di un verbo più un complemento.

Ad esempio il verbo studiare è tradotto col verbo する – (fare – Suru) e la parola 勉強 (べんきょう) (studio):  Studiare:   勉強をする

Altro esempio, combinando する con 返し (かえし) che significa restituzione si ottiene: Restituire:  返しする。

Un altro esempio è il verbo piovere, in giapponese si dice letteralmente che “cade la pioggia”. 

  • 雨 (あめ)  Pioggia
  • 降る (ふる) Cadere

da cui: Piovere: 雨が降る

Altri verbi simili:

  • Telefonare:                電車でんしゃをする
  • Sposarsi                      結婚けっこんする

Basi verbali

I modi e i tempi italiani si rendono in giapponese a partire dalle cosiddette basi verbali, che in giapponese sono dette けい. Di solito per le basi si trovano un sacco di tabelle in internet, più o meno chiare ed utilizzabili, io mi sono approcciato a questo argomento studiando direttamente la declinazione che mi occorreva, a partire dal presente fino ad imparare gli altri tempi, ma ora le ripercorriamo in questo post.

Per costruire le basi verbali è necessario, per prima cosa, capire a quale classe appartiene il verbo. 
In secondo luogo bisogna capire qual è la radice, la parte del verbo che non cambia.  Infine si costruisce la base verbale a seconda del tempo e del modo.

IMPARARE LE BASI VERBALI E’ LA BASE DELLA COMPRENSIONE DEL GIAPPONESE SCRITTO E PARLATO!

Forma piana 普通形, corteseマス形 / 連用形 e onorifica

A seconda della confidenza che abbiamo con il  nostro interlocutore,  dovremmo usare la forma piana o informale   普通形  (ふつけい) che è come dare del tu.

La forma  cortese, come suggerisce il nome,  è usata verso interlocutori diciamo “superiori” a noi ed è come dare del Lei/Voi. In giapponese è la マス形 (ますけい)  

Esistono altre forme onorifiche che vedremo più avanti.

Base B1 未然形  (みぜんけい)

La base conosciuta come B1 è utile soprattutto per la coniugazione negativa piana (informale) del verbo. Da questa base si ottiene anche la forma passiva, potenziale e causativa, che vedremo più avanti.

  • Per i verbi della prima classe si ottiene togliendo la sillaba finale る; 
  • Per verbi della seconda classe si sostituisce la sillaba finale con quella corrispondente che termina in “a”, tranne i verbi terminanti in う che avranno la base in わ.

Base B1A  (志向形 , lettura しこうけい)

Questa base è utilizzata per sviluppare la forma volitiva, cioè l’intenzione di fare qualcosa.

  • Per i verbi della prima classe si ottiene togliendo la sillaba finale る;
  • Per verbi della seconda classe si sostituisce la sillaba finale con quella corrispondente che termina in “o”.

Base B2 (連用形,  letturaれんようけい)

Questa è la base per costruire la forma cortese (Masu-kei).

  • Per i verbi della prima classe si ottiene togliendo la sillaba finale る;
  • Per verbi della seconda classe si sostituisce la sillaba finale con quella corrispondente che termina in “i”.

Base B3 (終止形 Letturaしゅうしけい) / B4 (連体形 letturaれんたいけい)

Le basi B3 e B4 sono uguali e corrispondono alla forma del dizionario, la Jisho-Kei. Sono uguali nella forma, am hanno funzioni diverse.

Base B5 
Questa base è utile per formare il potenziale e condizionale giapponese.  Si ottiene sostituendo la sillaba finale della forma del dizionario con quella corrispondente che termina in “e”.

Base B6

Si utilizza per formare l’imperativo.

  • Per i verbi della prima classe si ottiene togliendo la sillaba finale る.
  • Per verbi della seconda classe si sostituisce la sillaba finale con quella corrispondente che termina in “e”,quindi uguale alla B5. 

Tabella riepilogativa delle basi

  Base B2A Te-Kei  て形 e ta-kei た形

La Te-Kei  e la Ta-Kei sono altre forme molto utilizzate, che non rientrano nelle basi verbali  descritte nel precedente post, anche se in alcuni testi sono indicate come base B2A. Sono forme verbali già complete. La Te-Kei è utilizzata ad esempio per il gerundio mentre la Ta-Kei è la forma passata affermativa. Vedremo nei prossimi post l’uso di queste forme.

Da segnalare l’eccezione del verbo 行くla cui forma in Te-Kei è 行って e non come ci si aspetterebbe, 行いて.

Verbi transitivi e intransitivi

In giapponese i verbi possono essere transitivi (detti 自動詞, letturaじどうし), intransitivi (detti 他動詞 lettura たどうし) o misti. I verbi transitivi devono avere per forza l’oggetto, contraddistinto dalla particella を.

Verbi assolutamente intransitivi:

ある                           Essere, esistere

いる                           Essere, esistere

行く いく               Andare

来る くる               Venire

働く はたらく       Lavorare

死ぬ   しぬ                morire

泣く  なく           Piangere

座る すわる           Sedersi, sedere

Verbi assolutamente transitivi:

飲む             のむ                Bere

読む             よむ                Leggere

食べる         たべる            Mangiare

作る             つくる            Fare, creare

買う             かう                Comprare

上げる         あげる            Dare, offrire

もらう            もらう            Ricevere

殺す        ころす            Uccidere        

Verbi riflessivi

Come si è detto i verbi riflessivi non esistono. A quelli italiani in genere corrispondono verbi transitivi o intransitivi. Ecco una breve lista non esaustiva, a titolo di esempio.

Svegliarsi                               目めを覚さます

Alzarsi                                    起おきる

Lavarsi                                体からだを洗あらう

Vestirsi                               着物きものを着きる

Nascondersi                           隠かくれる

Rompersi                            壊こわれる

Esempio:

La lavatrice si è rotta.                                洗濯機せんたくきが壊こわれた。

Fonte: https://www.imparailgiapponese.com/

駅 – Eki – stazione

見覚えある レインコート     Un impermeabile familiare

Mioboe no aru reinkōto 

黄昏駅で 震えた               Alla stazione di notte, il mio petto tremava

Tasogare no eki de mune ga furueta

はやい足どり まぎれもなく             Passaggi rapidi, senza dubbio

Hayai ashidori magire mo naku

昔愛してた あの人なのね                È qualcuno che ho amato prima

Mukashi aishi teta ano hitona no ne

懐かしさ一歩手前で            A un passo dalla nostalgia

Natsukashisa no ippotemae de

こみあげる 苦い思い出に    Mi riempio di ricordi amari

Komiageru nigai omoide ni

Gli aggettivi dimostrativi

I principali pronomi dimostrativi giapponesi sono i seguenti:

  • Questo, vicino a chi parla.
  • Codesto, lontano da chi parla e vicino a chi ascolta, attualmente poco usato.
  • Quello, lontano da chi parla e da chi ascolta.

In giapponese ogni pronome va distinto nel caso sia usato abbinato ad un sostantivo o meno.  Ad esempio mentre in italiano possiamo dire  “Questo libro è difficile” e “ Questo è un libro difficile” utilizzando lo stesso pronome, in giapponese cambia ed è diversificato.

Nel primo caso si parla di pronome, nel secondo di “prenome”. 

Questo

Si usa per oggetti o esseri animati vicini a chi parla, o si riferisce all’oggetto di un argomento. In giapponese:

これ – Kore (pronome)       この – kono (prenome)

Le due voci hanno lo stesso ideogramma (之), ragion per cui  è preferibile la scrittura in hiragana. 

Questo libro è mio.             このは私のです。Kono hon wa watashi nodesu

Questa persona è Tanaka.           このは田中さんです。   Kono hito wa Tanaka-sandesu

Questo è Tanaka-san –         この方は田中さんです。     Kono hō wa Tanaka-sandesu

Questo libro è difficile.            この難しいです。      Kono hon wa muzukashī-desu

Questo è un libro difficile.              これ難しいです。      Kore wa muzukashī hon-desu

Questa non è una penna           これペンではありません。    Kore wa pen-de wa arimasen

Questa è una penna?               これペンですか。       Kore wa pen desu ka?

La strada giusta è questa.            良いこれです。       Yoi michi wa kore-desu

La strada per Tokyo è questa.      東京行くこれです。Tōkyō e iku michi wa koredesu

Questa rivista è insignificante.          この雑誌詰まらないです。       Kono zasshi wa tsumaranai-desu

Questo come lo dici in lingua giapponese?        これ日本語でなんですか。Kore wa nihongo denandesu ka?

Questo libro e quello sono grandi uguali       このそれ同じ大きいです。Kono Moto to sore wa onaji ōkī desu

Qui vicino c’è un negozio?        この近くがありますか。  Kono chikaku ni mise ga arimasu ka

Che ne pensi di questo?           これ如何ですか。         Kore wa ikagadesuka

Quali tra questi è il migliore?              このなかでどれが一番いいかな。    Kono naka de dore ga ichiban ī ka na.

Vuoi bere un po’ di questo vino?          このワインを飲んだらいかがでしょうか。    Kono wain o nondara ikagadeshou ka.

I sostantivi

uniformi-scolastiche-giapponesi

In Giapponese i sostantivi non vengono modificati per genere, numero e nemmeno declinati. Tutti possono corrispondere a una certa flessione italiana (-a,-o,-e,-i).

Specificare il sesso 

Si può specificare proponendo,ai nomi di persona 

男の  otoko no – maschile

女の On’na no  – femminile

(Questi sostantivi non si usano mai da soli:si dice

男の人 – Otoko no hito  – maschile

女の人 – On’anohito – – femminile

男の先生 – Otoko no sensei –  il professore

女の先生 – On’na no sensei – la professoressa 

Questo non si applica ai nomi di parentela, che hanno già parole apposite per invertire il genere.

Se invece ci riferiamo ai nomi di animali si propone:

雄 – osu – maschio  / o (a volte)

雌 – mesu  – femmina /め me (a volte)

ottenendo ad esempio

雄猫 – osuneko – gatto maschio       猫> neko=gatto

雌猫 – mesuneko – gatto femmina  猫> neko=gatto

雄牛 –  Osuushi – toro        牛 – Ushi = mucca

雌牛  – Meushi – mucca     牛 – Ushi = mucca


Specificare il numero

I sostantivi (nomi) In italiano hanno un genere grammaticale e un numero.

In giapponese invece sono privi di genere, numero e articolo.

いぬ  – inu =cane/cagna/cani/cagne il,i,un,una,le

せんせい – sensei = professore/professoressa ecc…

あの こ – anoko  = quel/quella/quelli/quelle bambino… 

Per quanto riguarda il singolare e plurale, abbiamo detto che anche in questo caso i sostantivi non danno indicazione. Se è necessario, si può specificare inserendo un numero ( vedremo più avanti come). In alcuni casi il plurale può essere reso con il raddoppiamento della parola stessa, che è indicato dalla particella

– hito = persona

Hitobito = persone

Nel raddoppio, la pronuncia ひと (hito) è diventata びと(bito) per ragioni eufoniche. Solo nel caso di persone o pronomi, il plurale si può formare con la particella たち, ad esempio:

  – (わたし) – watashi = IO

私たち – (わたしたち) – Watashi-tachi  = noi

Alcune altre parole possono eufonicamente modificarsi come in questo caso:(hito/hitobito)

Nei nomi di persona e pronomi si aggiunge たち/ら。Ecco:

私/私たち – watashi/ watachi

子供/子供たち – Kodomo/ Kodomotachi

彼女/彼女 – Kanojo/ Kanojora


Tipologia dei nomi

Comuni-concreti

La sezione più ampia é quella dei nomi che indicano oggetti o esseri d’uguale specie.

Come  家  – ie  – casa

e            石 –  Ishi – pietra.

La seconda invece è quella di nomi legati a verbi che indicano fatto,risultato e strumento d’azione. Spesso vengono identificati come base indefinita d’un verbo. Un esempio é:

嘆く – nageku =  lamento       嘆 – tan – piangere, lamentarsi

嘆き – nageki – dolore       嘆 – tan – piangere, lamentarsi

Altri sostantivi si ottengono aggiungendo 物/者MONO come in

着物 – kimono cioè    indossare+oggetto.

chaku, jaku – indossare

物 – mono = cosa, oggetto


Comuni-astratti

La sezione più ampia è quella dei nomi che indicano qualità o modi di essere.

Come …

精神 – Seishin – spirito            – sei – spirito      神 – shin dio,spirito, anima

文明 – Bunmei – civiltà          – bun – libro, testo, cultura    – mei chiaro, evidente

文化 – Bunka – cultura          – bun – libro, testo, cultura    – ka  – trasformare, chimica

Vi sono poi sostantivi generati da aggettivi,a cui viene rimossa la finale e sostituita da さ、み。Ad esempio in atsui, caldo, si fa atsusa, IL CALDO; oppure in tanoshii, piacevole, si fa tanoshimi, piacere.

Altri si possono poi formare aggiungendo la particella locutiva こと (koto) appunto fatto,come in yomukoto,la lettura,letteralmente il fatto di leggere.


Composti

si riferisce a quella porzione del vocabolario giapponese che ha origine in cinese o è stato creato da elementi mutuati dal cinese. Alcune strutture grammaticali e frasali possono anche essere identificati come sino-giapponese. Vocabolario cino-giapponese si fa riferimento in giapponese come kango 漢語 ) , che significa ‘parole cinesi’Kango è uno dei tre ampie categorie in cui il vocabolario giapponese si articola. Gli altri sono nativi vocabolario giapponese ( yamato kotoba ) e prestiti da altre lingue, soprattutto occidentali ( gairaigo ). Si stima che circa il 60% delle parole contenute in un moderno dizionario giapponese sono kango , ma comprendono solo circa il 18% delle parole utilizzate nel discorso.

Kango , l’uso di parole cinesi derivati in giapponese, deve essere distinta da Kanbun , che è reale cinese scritto da giapponese in Giappone. Entrambi kango nella moderna giapponese e classica Kanbun hanno sino-xenic elementi linguistici e fonetici trovato anche in coreano e vietnamita: cioè, sono “sino-straniera”, non prettamente cinese.  https://it.qwe.wiki/

Ecco qualche esempio:

肉屋 niku-ya carne + negozio = macelleria           – niku    – ya

地下鉄 Chi-ka-tetsu              terra + giù + metallo = metropolitana  

赤金  – Aka-kane              rosso + metallo = rame

金持ち Kane-mo(motsu)-chi    denaro + avere = ricco

Quest’ultimo esempio viene letto con lettura Kun e contiene la tipica struttura nipponica nome-verbo,come in harakiri

腹切り – Harakiri              hara (pancia) + kiri(taglio)        da kiru(tagliare).

切腹 – seppuku ha lo stesso significato e kanji, ma c’è prima verbo e poi sostantivo. A volte i nomi sono legati alla cultura giapponese, come nel Seppuku: è diverso dall’harakiri e cioè dopo essersi tagliati la pancia, qualcuno ti taglia la testa, come fece lo scrittore Mishima. https://it.qwe.wiki/


Accrescitivi

Si aggiunge (prefisso)

ō   nel caso di nomi giapponesi e

tai  大   ai nomi pseudo-giapponesi(di origine cinese).

大口 ō-guchi : gran bocca

大雨  ō-ame : gran pioggia

大風 ō-kaze : grande (forte, a volte i significati sono puramente accrescitivi come in gran pioggia, cioè abbondante) vento

大仏 ō-butsu : grande Buddha


Diminuitivi

Si aggiunge (prefisso)

ko   ai nomi giapponesi e

shō  小  ai nomi pseudo-giapponesi

小指       ko+yubi   (dito): mignolo

小学校      shō+gakkō (scuola) :scuola elementare


Propri

In Giappone ci sono due tipi di nomi: cognome e nome(名字 と 名前). Il cognome precede il nome e spesso hanno dei significati. Eccone alcuni:

川村 Kawa-mura:  villaggio sul fiume (fiume+villaggio)

田中 Ta-naka :  centro del campo (risaia+centro)

春子     Haru-ko:  primavera (primavera+ko[suffisso facoltativo femminile])


Monti

Questi sono invece seguiti da   yama/san

富士/ fujisan/yama        富士 – monte Fuji 


Città

Queste sono seguite facoltativamente da

shi  (ATTENZIONE!  Per indicare Tokyo si usa to  )

横浜市 Yokohama-shi

ミラノ市 – Mirano-shi (Milano)


Isole

Queste, facoltativamente, da shima

大島Ō-shima

松島 – Matsu-shima


Fiumi

Sono seguiti da   kawa   

隅田川Sumida-gawa

鴨川 Kamo-gawa

淀川Yodo-gawa

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