1. Fondamenti del giapponese


1.2 L’ordine delle frasi (S-O-V)

In giapponese, l’ordine base delle frasi è S-O-V, cioè:

Questo è diverso dall’italiano (e da molte lingue europee) che usa l’ordine S-V-O.


🟩 Esempio semplice

🇮🇹 Italiano (S-V-O)

Io mangio una mela.
(Soggetto – Verbo – Oggetto)

🇯🇵 Giapponese (S-O-V)

わたしは, りんごを, たべます
Watashi wa ringo o tabemasu.
→ Io una mela mangio.


🟨 Particelle chiave nell’ordine S-O-V

は (wa) = indica il tema (spesso coincide con il soggetto)

を (o) = indica l’oggetto diretto

に / で / へ = aggiungono altre informazioni (luogo, tempo, direzione)

Il verbo va sempre alla fine!


🟧 Esempio con più elementi

たなかさん, きの,う としょかん ほんを よみました。
Tanaka-san wa kinō toshokan de hon o yomimashita.

→ Ieri, il signor Tanaka ha letto un libro in biblioteca.


🟥 Nota: flessibilità ma verbo sempre alla fine

Il giapponese permette di cambiare l’ordine delle frasi per mettere enfasi, ma il verbo rimane sempre alla fine. Le particelle permettono di capire la funzione di ogni parola, anche se sposti l’ordine.


📘 Vocabolario estratto in schema


🟩 Legenda delle particelle nel contesto:

で (de) → indica il luogo dove si svolge l’azione

は (wa) → indica il tema della frase

を (o) → indica il complemento oggetto diretto


1.3 Le particelle: che cosa sono


In grammatica giapponese, le particelle (助詞 joshi) sono parole grammaticali piccole ma fondamentali che si usano per:

marcare la funzione di un elemento nella frase (soggetto, oggetto, tema, ecc.)

collegare parole o frasi

esprimere sfumature come enfasi, dubbio, conferma, emozione

Sono simili alle preposizioni o congiunzioni nelle lingue europee, ma spesso seguono direttamente il nome, verbo o frase a cui si riferiscono.


📌 Ecco alcune delle particelle più comuni:


Le particelle sono sempre posposte, cioè vengono dopo il termine che accompagnano.


1.4 I livelli di formalità: neutro, cortese, onorifico

In giapponese, i livelli di formalità sono fondamentali per comunicare in modo appropriato secondo il contesto sociale.

Esistono tre livelli principali:

🇯🇵 1. Neutro / Informale (くだけた言い方 – kudaketa iikata)

Si usa tra amici, familiari, bambini o persone di pari livello con cui hai confidenza.

È diretto, semplice e senza desinenze di cortesia.

🔹 Esempio:


🇯🇵 2. Cortese (丁寧語 – teineigo)

È il livello che si usa più spesso: con sconosciuti, colleghi, clienti, professori.

Si riconosce perché i verbi terminano in ~ます (–masu) e ~です (–desu).

🔹 Esempio:

食べます (tabemasu) = mangio

行きます (ikimasu) = vado

何ですか? (nan desu ka?) = Cosa succede?


🇯🇵 3. Onorifico / Umile

Il linguaggio onorifico (敬語 keigo) si divide in due forme:

▶️ a. Sonkeigo (尊敬語) – Linguaggio onorifico

Si usa per parlare con rispetto degli altri, specialmente superiori o clienti.

I verbi cambiano in forme speciali oppure si aggiunge il prefisso お〜 o ご〜.

🔹 Esempio:

食べます → 召し上がります (meshiagarimasu) = mangia (onorifico)

行きます → いらっしゃいます (irasshaimasu) = va/viene (onorifico)


▶️ b. Kenjōgo (謙譲語) – Linguaggio umile

Si usa per abbassare sé stessi o le proprie azioni davanti a persone importanti.

Spesso si aggiunge お〜します o forme verbali speciali.

🔹 Esempio:

言います → 申します (mōshimasu) = dico (umile)

行きます → 参ります (mairimasu) = vado (umile)


🧭 Schema riassuntivo:


Introduzione alla copula です / だ

🇯🇵 Che cos’è la copula in giapponese?

La copula è una parola che lega il soggetto con un nome, un aggettivo o una qualità. In italiano è l’equivalente di “essere” (es. “Mario è studente”).

In giapponese, il verbo “essere” non si coniuga come nei verbi europei. Si usano invece due forme principali:

です (desu) forma cortese

だ (da) forma neutra/informale


🧩 Struttura base con la copula

📌 Frase: “[A] è [B]”

▫️ Cortese:

A B です
Romaji: A wa B desu.

📍Esempio:

学生 です
Watashi wa gakusei desu.
= Io sono uno studente.


▫️ Informale:

A B
Romaji: A wa B da.

📍Esempio:

学生
Boku wa gakusei da.
= Io sono uno studente. (più diretto, tra amici)


⏰ Tempo passato

📘 Esempi:

学生 でした
Gakusei deshita
= Ero uno studente.

学生 じゃなかった
Gakusei ja nakatta
= Non ero uno studente.


📝 Note

です rende la frase più educata, ma non ha un vero significato.

è usato in frasi tra pari o in contesti informali. Evitato in contesti formali.


🎯 Riepilogo finale


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