L’uso delle particelle を(wo) e に(ni)

Tabella riassuntiva delle particelle fondamentali

La particella を (wo) funge da vero e proprio “bersaglio” grammaticale, evidenziando l’entità che viene direttamente influenzata dall’azione espressa dal verbo transitivo; è l’anello di congiunzione indispensabile tra l’agente e il paziente dell’azione. Al contrario, に (ni) si dimostra una particella poliedrica, capace di intessere una rete di relazioni diverse all’interno della frase: può definire il punto di arrivo di uno spostamento, ancorare un evento a un momento preciso nel tempo, stabilire il destinatario di un’azione o localizzare un’entità nello spazio. Questa sua versatilità la rende una delle particelle più frequenti e cruciali per la comprensione della sintassi giapponese.  Mentre を (wo) delinea una relazione diretta e univoca tra verbo e oggetto, に (ni) instaura connessioni più sfumate e contestuali, richiedendo una maggiore attenzione al verbo e alle altre componenti della frase per decifrarne il significato specifico. La padronanza di entrambe le particelle è quindi essenziale per esprimersi e comprendere il giapponese in modo accurato e naturale.
 
 
L’uso della particella を (wo) è abbastanza semplice e viene solitamente impiegato per: 
 

1 – Qualificare il complemento oggetto e viene inserito dopo l’oggetto (i) in una frase.

は林檎食べる
 
(Watashi wa ringo o taberu)
 
Io mangio una mela
 
2 – Con il complemento di moto per luogo in dipendenza di un verbo di movimento:
 
歩く
 
(Machi o aruku) >> 歩く aruku: camminare, andare a piedi
 
Cammino per la città
 
Pronuncia
 
La particella wo viene generalmente pronunciata “o” nella conversazione di tutti i giorni, ma a volte la sentirai pronunciare “wo” per motivi stilistici (ad esempio, la pronuncia “wo” viene usata abbastanza spesso nelle canzoni). Tuttavia, la particella wo è sempre scritta con la kana (wo) e non con il kana (o).
 
Stai attento:
 
A volte la particella wo è rappresentata come “o” in romaji, ma quando si scrivono frasi giapponesi usando kana questa particella sarà sempre scritta usando (wo) kana.
 
 
La posposizione (ni) indica la “destinazione” del verbo, intesa in molti modi. Si traduce con:
 
1 – Complemento di stato in luogo in dipendenza di un verbo statico:
 
お手洗いいる
 
(Otearai ni iru)
 
Sono in bagno
 

2 – Complemento di termine:

ジム薔薇与えた

(Jimu ni bara o ataeta)

Ho dato una rosa a Jim.

3 – Complemento di moto a luogo con destinazione finale:

日本行く

(Nihon ni iku)

Vado in Giappone (è il Giappone la mia meta finale).

4 – Complemento di tempo:

明日をたべる

(Ashita ni niku o taberu)

Domani mangerò carne.

Il complemento di tempo può anche essere espresso senza l’uso del ni, ciò implica una minore enfasi del termine.

Quando il termine con ni si riferisce a un complemento di luogo, esso può anche costituire l’argomento del discorso, come si evince da questo esempio:

自宅はいった?

(Jitaku ni wa itta?)

A casa, ci sei andato?

In questo modo il termine acquista un’enfasi maggiore.

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