Fino al V secolo il Giappone vive un’epoca in cui esisteva una lingua parlata, ma non esistevano lettere per esprimerla, perciò non si sa come si parlasse, quello che si sa di questo periodo, si ricava da cronache cinesi e da ritrovamenti archeologici. E’ in quel secolo che iniziano i primi rapporti diretti tra i due popoli asiatici e così i Giapponesi capiscono l’importanza di avere una lingua scritta ,perciò, prendono tout court il cinese e lo utilizzano come scrittura. Per esprimersi,quindi, per iscritto si doveva conoscere la lingua e la grammatica cinese. Fu così che, come prima evoluzione, essendo scomodo dover imparare due lingue, si iniziò, per scrivere una parola giapponese, a cercare gli ideogrammi cinesi che esprimessero lo stesso suono, anche se il loro significato era un altro.

Nell’epoca Nara la lingua giapponese evolve
Durante l’epoca Nara (710-794 d.C.), la lingua giapponese subì significativi cambiamenti ed evoluzioni, principalmente dovuti all’influenza culturale e linguistica cinese. Questa fase rappresenta un periodo cruciale per lo sviluppo della lingua e della scrittura giapponese. Ecco alcuni dei principali aspetti dell’evoluzione linguistica in questo periodo:
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1. Influenza Cinese
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Durante l’epoca Nara, il Giappone intratteneva forti rapporti culturali con la Cina, in particolare durante la dinastia Tang. Questo scambio culturale portò all’introduzione dei caratteri cinesi (kanji) nel sistema di scrittura giapponese. I testi cinesi furono importati in Giappone, e i caratteri cinesi venivano utilizzati per scrivere sia in cinese sia in giapponese. I giapponesi iniziarono a utilizzare i kanji per rappresentare i suoni della loro lingua.
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2. Man’yōgana (万葉仮名)
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Uno degli sviluppi più significativi della scrittura giapponese durante l’epoca Nara fu il Man’yōgana. Questo sistema di scrittura usava i kanji non per il loro significato, ma per rappresentare i suoni della lingua giapponese. Ogni kanji veniva usato esclusivamente per la sua lettura fonetica. Il Man’yōgana è alla base dello sviluppo dei successivi sillabari hiragana e katakana, i due sistemi fonetici attualmente in uso nel giapponese moderno. Un esempio del Man’yōgana può essere visto nella raccolta di poesie Man’yōshū (万葉集), una delle più antiche opere letterarie giapponesi, composta durante l’epoca Nara.
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3. Evoluzione della Grammatica
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La grammatica giapponese cominciò a consolidarsi durante questo periodo. Le forme verbali e la struttura sintattica della lingua, come la disposizione soggetto-oggetto-verbo (SOV), iniziarono a prendere una forma più chiara. L’uso dei suffissi grammaticali, particelle e modificatori grammaticali iniziò a distinguersi maggiormente. Ciò aiutò a stabilire le basi della grammatica giapponese che continua ad essere usata oggi.
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4. Inizio della Letteratura Giapponese
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Grazie all’introduzione della scrittura e all’uso del Man’yōgana, la letteratura giapponese cominciò a fiorire. Il Man’yōshū è una testimonianza della lingua giapponese dell’epoca, e sebbene scritta in Man’yōgana, riflette la lingua parlata nel periodo. Questo periodo segnò anche l’inizio della scrittura di cronache storiche come il Nihon Shoki (日本書紀) e il Kojiki (古事記), entrambe compilate in cinese classico con alcuni elementi giapponesi. Queste opere furono essenziali non solo per lo sviluppo letterario, ma anche per la registrazione e la preservazione della lingua giapponese antica.
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5. Differenziazione dal Cinese
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Anche se i kanji e molte parole cinesi furono adottati in giapponese, la lingua giapponese rimase distinta, con una propria struttura grammaticale, pronuncia e sintassi. Questo processo di assimilazione e adattamento è stato cruciale per lo sviluppo dell’identità linguistica giapponese. L’epoca Nara rappresenta un momento cruciale nella storia della lingua giapponese, in cui avvenne un’integrazione significativa con la scrittura cinese attraverso il sistema Man’yōgana, che gettò le basi per l’evoluzione dei sistemi di scrittura fonetici hiragana e katakana. L’influenza culturale cinese ha anche contribuito allo sviluppo della letteratura giapponese, stabilendo una base solida per la successiva evoluzione linguistica del Giappone.

Hiragana e Katakana: scritture giapponesi
Hiragana e Katakana sono i due sillabari fonetici del sistema di scrittura giapponese, utilizzati insieme ai Kanji per formare la lingua scritta. Entrambi derivano dal sistema di scrittura cinese, ma sono stati sviluppati per adattarsi alla fonologia giapponese e rappresentano i suoni specifici della lingua.
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Hiragana (ひらがな)
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L’Hiragana è il sillabario più morbido e curvilineo, ed è utilizzato per una serie di scopi specifici nel giapponese moderno. L’Hiragana viene usato per scrivere parole di origine giapponese, come i verbi, gli aggettivi e le particelle grammaticali.
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Ad esempio:
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食べる (taberu) – “mangiare”
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です (desu) – copula (equivalente del verbo “essere”)
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私 (わたし) – “io”
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Okurigana:
Si usa anche per scrivere le desinenze dei verbi e degli aggettivi dopo i kanji, come in 食べる (taberu), dove il kanji rappresenta la radice del verbo e l’hiragana esprime la sua flessione grammaticale.
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Furigana:
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L’Hiragana viene usato anche come “furigana” o “yomigana”, piccoli caratteri sopra o accanto ai kanji per indicarne la pronuncia.
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Esempio di Hiragana:
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あ (a), い (i), う (u), え (e), お(o)
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Katakana(カタカナ)
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Il Katakana è un sillabario più spigoloso e angolare, ed è utilizzato in contesti specifici e per certe categorie di parole.
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Origine e Storia
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Il Katakana è stato originariamente sviluppato dai monaci buddisti come un sistema di annotazione a margine dei testi cinesi. Anche il Katakana deriva dai caratteri cinesi, ma le sue forme sono state semplificate in modo più rigido rispetto all’Hiragana. Ogni katakana rappresenta una porzione di un kanji più complesso, e la sua forma è stata ridotta per diventare un simbolo stilizzato.
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Uso
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Parole straniere:
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Il Katakana viene usato per traslitterare e scrivere parole di origine straniera,
chiamate gairaigo (外来語).
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Ad esempio:
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コンピュータ (konpyūta) – “computer”
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チョコレート (chokorēto) – “cioccolato”
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Nomi propri stranieri:
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Viene utilizzato per scrivere nomi propri di persone e luoghi stranieri.
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Ad esempio:
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ジョン(Jon) – “John”
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ロンドン(Rondon) – “Londra”
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Onomatopee:
Il Katakana è spesso usato per scrivere onomatopee o suoni imitativi
(ad esempio: ドキドキ per il battito cardiaco).
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Parole tecniche o scientifiche:
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A volte il Katakana è usato per termini tecnici, scientifici o per nomi di piante e animali.

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Differenze tra Hiragana e Katakana
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Funzione:
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L’Hiragana è principalmente usato per parole giapponesi native e strutture grammaticali, mentre il Katakana è usato per parole di origine straniera, nomi stranieri, onomatopee e parole tecniche.
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Forma:
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L’Hiragana ha un aspetto curvilineo, mentre il Katakana è più angolare e rigido.
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Origine:
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Entrambi derivano dal Man’yōgana, ma l’Hiragana ha subito una stilizzazione più fluida e femminile, mentre il Katakana ha mantenuto una forma più semplificata e schematica.

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Uso dei Kanji insieme ai Sillabari
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I kanji sono i caratteri cinesi adottati nel sistema di scrittura giapponese.
Mentre l’Hiragana e il Katakana rappresentano i suoni sillabici, i Kanji rappresentano concetti o parole intere. Il giapponese moderno utilizza una combinazione di kanji, hiragana e katakana.
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Ad esempio:
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私は学校に行きます。
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(Watashi wa gakkō ni ikimasu)
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“Io vado a scuola.”
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In questo esempio, 私 (watashi) è un kanji, は (wa) è hiragana, 学校(gakkō) è scritto con due kanji e に行きます (ni ikimasu) usa hiragana per le particelle e la flessione del verbo.

Samurai Guerrieri letterati
Durante l’era dei **samurai** e dei **guerrieri letterati**, la lingua giapponese ha subito importanti sviluppi, riflettendo i cambiamenti sociali e culturali dell’epoca. Ecco alcuni aspetti chiave:
1. Uso del Giapponese Classico (古典文学 – Koten Bungaku)
Durante il periodo Edo (1603-1868), il giapponese classico era ampiamente utilizzato nella letteratura e nella poesia. Questo stile di scrittura era caratterizzato da forme di espressione più elaborate e una grammatica complessa. La letteratura samurai includeva opere di poesia (come il **haiku** e il **tanka**) e scritti di filosofia e strategia, come il famoso trattato di Miyamoto Musashi, il *Libro dei Cinque Anelli* (五輪書, *Go Rin no Sho*).
2. Sviluppo dell’Hiragana e Katakana
Durante questo periodo, l’uso degli **hiragana** e **katakana** divenne più diffuso. L’hiragana era spesso utilizzato per scrivere parole giapponesi e particelle grammaticali, mentre il katakana veniva usato per parole straniere e termini scientifici. L’alfabeto fonetico semplificava l’apprendimento della lingua e facilitava l’accesso alla letteratura anche per coloro che non erano parte dell’élite samurai.
3. Influenze Cinesi
La lingua giapponese di questo periodo era fortemente influenzata dal cinese, soprattutto attraverso l’uso dei **kanji** (caratteri cinesi). Molti samurai erano ben versati nella cultura cinese e nella lingua, e questo si rifletteva nei loro scritti. Le opere filosofiche, poetiche e storiche spesso contenevano riferimenti alla cultura e alla letteratura cinese, creando una fusione unica di stili.
4. Letteratura e Filosofia
I guerrieri letterati scrivevano opere che esploravano non solo la guerra ma anche la bellezza della natura, la vita quotidiana e la spiritualità. Le poesie riflettevano una profonda connessione con il mondo naturale e un senso di riflessione personale. Opere come il *Genji Monogatari* di Murasaki Shikibu, anche se precedenti all’era samurai, hanno continuato a influenzare la lingua e la letteratura giapponese.
5. Espressione di Valori
I samurai usavano la lingua come mezzo per esprimere i valori del **Bushido**武士道, il codice di condotta che enfatizzava l’onore, la lealtà e il coraggio. Molti scritti riflettevano la ricerca dell’equilibrio tra l’arte della guerra e l’arte della vita, un tema centrale per i guerrieri letterati. In sintesi, la lingua giapponese durante l’era dei samurai guerrieri letterati era caratterizzata da una ricca interazione tra le tradizioni scritte, le influenze culturali e il contesto storico, contribuendo a formare una base solida per lo sviluppo della lingua e della letteratura giapponese nei secoli successivi.

Giapponese e lingue straniere
Quando poi arrivarono gli stranieri con l’epoca Meiji risalente a circa 150 anni fa, era divenuto di moda parlare un giapponese condito anche con parole inglesi. In tutto questo racconto non vi abbiamo, però, detto che la lingua scritta giapponese era ben lontana e differente dalla lingua parlata; ci si accorse, solo frequentando gli occidentali della comodità di un parallelismo tra scrittura ed oralità, per cui è solo da 150 anni che possiamo dire sia nato il Giapponese moderno, quello che viene utilizzato per scrivere e parlare oggi.
Tra cui http://viaggiappone.com/

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